Oasi dei Quadris

La storia di Alvin il fuggitivo

Questa è la storia di Alvin, giovane ibis eremita (specie di uccelli molto rara in via di estinzione) nato nell’Oasi dei Quadris di Fagagna nella primavera dell’anno scorso (2017) che a metà settembre, con altri 23 suoi compagni, tutti nati nello stesso periodo, ha deciso di intraprendere un avventuroso lungo viaggio verso Sud. Lungo il percorso lo stormo di ibis si è poi frammentato, alcuni sono rimasti in gruppo, altri hanno proseguito per conto loro.
Uno dei “solitari” era Alvin, che è stato rinvenuto presso un’Azienda agrituristica di Castelfranco Cilento (SA) il 2 ottobre 2017 in gravi condizioni di salute. Infatti era stato colpito ad un’ala probabilmente con dei pallini da caccia.
Viene così portato alla clinica del dipartimento di medicina veterinaria del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Napoli dove riescono a salvargli la vita con un’operazione tempestiva, anche se purtroppo Alvin non potrà più volare.
Lungo e delicato è stato l’iter riabilitativo avvenuto presso il CRAS, guidato dal Prof. Alessandro Fioretti e dal Dr. Pasquale Raia, che opera in collaborazione con Il Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV) diretto dal Dr. Vincenzo Caputo, Coordinatore Area Veterinaria ASL Napoli 1 Centro.
Finita la convalescenza, ma ancora troppo debole per affrontare un lungo viaggio di ritorno, Alvin viene sistemato insieme a Bob (un altro dei fuggitivi recuperato – ma questa è un’altra storia, purtroppo più triste) in una bella voliera spaziosa nell’incantevole Oasi WWF Lago di Conza in provincia di Avellino fino a quando, ristabilitosi completamente, giunge il momento di riportarlo a casa.
Così in una fredda giornata di fine febbraio tre volontari dell’Oasi dei Quadris intraprendono il medesimo lungo viaggio di oltre 1000 km verso Sud da Fagagna a Conza della Campania dove ricevono Alvin dalle mani del direttore dell’Oasi WWF, il gentilissimo Dr. Marcello Giannotti, che per tutto questo tempo si è preso cura del piccolo fuggitivo.
E il giorno dopo, in una ancora più fredda mattina di fine febbraio Alvin intraprende il viaggio di ritorno verso Nord tra mille traversie con treni in ritardo e poi cancellati a causa della neve, ore al freddo, in mezzo alla confusione della gente, corse tra un treno e l’altro, stazioni sovraffollate o deserte,  fino all’arrivo a casa dopo 24 ore di viaggio, dove finalmente ha potuto riunirsi alla sua
colonia
Un grazie di cuore a tutti coloro che si sono presi cura di Alvin durante la sua permanenza in Campania, oltre ai già citati Prof. Alessandro Fioretti, Dr. Pasquale Raia, Dr. Vincenzo Caputo,  Dr. Marcello Giannotti, anche il Dr. Luigi de Luca che ci ha tenuti costantemente aggiornati sulle condizioni del piccolo paziente. Tutte persone altamente qualificate, disponibilissime e gentilissime come solo i napoletani sanno essere.

La straordinaria migrazione degli Ibis : Dal Friuli alla Calabria e non solo

Una parte degli ibis eremita ospitati presso il nostro centro di ricerca e di reintroduzione, ha abbandonato a settembre il sito friulano per muoversi a sud, giungendo fino in Calabria, in Campania ed in Sicilia. Questo processo rappresenta un grosso successo anche se economicamente molto costoso del progetto avviato a Fagagna. La specie è infatti oggetto di alcuni progetti di studio e di reintroduzione a livello europeo che mirano a costituire nuove colonie in natura dove la specie si è estinta e far sì che la specie rifaccia gli antichi processi migratori che la conducevano fino in Africa e nella penisola arabica.


Purtroppo questa migrazione, che ha interessato un gruppo di oltre una ventina di giovani nati nell’anno tra cui anche alcuni individui “imprintati” è stata segnata dalla morte per folgorazione di due individui (uno morto sul colpo e l’altro deceduto presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Catanzaro) e dal ferimento di altri due (uno dei quali colpito all’ala con arma da fuoco) che, come ci comunica il Prof. Alessandro Fioretti, ora si trovano al CRAS di Napoli affidati alle cure del Dr. Luigi De Luca.


Gli ibis dell’Oasi dei Quadris giunti in Calabria sono una quindicina.
Altri tre sono stati avvistati e filmati dai birdwatchers siciliani ad Alicudi , l’isola appartenente all’arcipelago delle Eolie, ed è possibile che anche loro facciano parte di questo gruppo. In questo caso non vi è la certezza perché le immagini non mostrano chiaramente gli anelli identificativi alle zampe dei volatili, che nel caso dei giovani ibis di Fagagna consistono in un anello nero grande con un numero bianco su una zampa ed un anellino di metallo abbinato ad una spirale di plastica di colore verde o blu sull’altra zampa.
In questo momento i volontari dell’Oasi con il supporto dei veterinari dell’Università di Udine e degli ispettori della Stazione Forestale di Coseano (UD) sono in contatto con le suddette associazioni ed università locali e con Pierpaolo Storino e Domenico Bevacqua della Stazione Ornitologica Calabrese (StOrCal) per seguire il destino di questi individui e, per i due che sono stati recuperati feriti , effettuare il loro trasferimento in Friuli.
L’ibis eremita in natura è presente allo stato naturale in Marocco e presso altri siti, dove dipende parzialmente dall’uomo, quali Turchia, Austria, Spagna e Italia. Probabilmente questa specie , che frequenta zone aperte e nidifica su pareti rocciose, era un tempo, fino al diciassettesimo secolo diffusa in molti paesi europei per poi velocemente estinguersi in tutte le aree europee e sopravvivendo solo in alcuni siti nel Nord Africa e nel Medio Oriente. Gli individui delle zone a nord ma anche le popolazioni siriane migravano verso alcune zone dell’Africa e della penisola arabica.
L’estinzione dell’ibis eremita in Europa e la sua assenza in natura ha di fatto interrotto il processo, anche in parte culturale, che prevedeva la migrazione anno dopo anno.
L’associazione Amici dell’Oasi, il Comune di Fagagna, l’Università di Udine e l’Istituto Konrad Lorenz di Grünau (Austria) sono impegnati in un programma di ricerca e di divulgazione su questa ed altre specie tra le quali la cicogna bianca, che mira a ristabilire delle colonie naturali e seminaturali, studiarne comportamenti e caratteristiche e divulgarne il loro valore ecologico e culturale.

Quattro nuove cicogne dalla Francia all’Oasi dei Quadris

Quattro belle francesine arrivate all’Oasi dei Quadris, generosamente offerte dal NaturOparC di Hunawihr.

Dopo un periodo di ambientamento, andranno ad integrare il nostro gruppo di cicogne stanziali.

La stretta di mano tra il nostro presidente Enzo Uliana ed il loro direttore Anthony Chuet segna l’inizio di una bella amicizia e collaborazione futura.

Addio a PA376, giovane cicogna nata quest’anno che non ha avuto il tempo di iniziare a vivere la sua vita

FAGAGNA. Avrebbe dovuto essere operata ieri pomeriggio, ma in tarda mattinata è morta. Vittima di una stupidità senza spiegazioni.
Si è interrotta così la vita di una delle giovani cicogne nate quest’anno a Fagagna, bersaglio nei giorni scorsi di un colpo di carabina ad aria compressa esploso da ignoti.

Domenica scorsa qualche persona priva di scrupoli, avendo a disposizione una carabina ad aria compressa, anziché sparare ai barattoli si è dilettato a colpire una cicogna seguita dall’Oasi. Sappiamo che l’arma che ha sparato è una carabina ad aria compressa di libera vendita in quanto dalle radiografie effettuate sull’animale è stato evidenziato chiaramente il proiettile.

L’animale, ferito e in grande difficoltà, è stato notato lunedì dagli operai che stanno lavorando nel cantiere posto proprio di fronte all’Oasi. Hanno visto la cicogna nell’area del cantiere, l’hanno soccorsa e ce l’hanno portata. Noi abbiamo provveduto ad allertare il nostro veterinario, il Dott.  Stefano Pesaro, specializzato in animali selvatici. Secondo quanto riferito dal veterinario la lesione subita dalla cicogna era molto grave, sia per la tipologia di frattura che per la contaminazione da parte del pallino. L’animale era stato posto quindi sotto terapia antibiotica, antidolorifica e di supporto. E la zampa era stata immobilizzata.

E ieri, nella clinica veterinaria di Gorizia dove collabora il professor Pesaro, avrebbe dovuto essere operato. Purtroppo l’animale, complice qualche complicazione sopraggiunta a causa delle sue deboli condizioni, non ce l’ha fatta e nella tarda mattinata di ieri è morto.

Quella colpita, è una delle cicogne nate quest’anno, identificata dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) con il numero PA376 e faceva parte di un piccolo gruppo di giovani non ancora migrati.

Ieri, intanto, dall’Oasi è stata sporta denuncia alla Guardia forestale. Vorremmo rivolgere un appello a chi avesse notato qualcosa di sospetto, invitarlo a farsi avanti per poter risalire al colpevole. Il responsabile, infatti, dovrà rispondere di uccisione di animale, reato previsto e punito dal Codice penale.

Ibis progetto imprinting – piccoli ibis crescono

Sono 13 gli ibis imprintati quest’anno, e i più grandicelli hanno già spiccato i primi voli.

Esposizione “la cicogna nell’arte e nella cultura”

Dall’Olanda al Friuli, e più precisamente a Fagagna, il paese delle cicogne, il collezionista Piet De Bakker ha portato a Fagagna la sua collezione unica ed originale di opere d’arte ed oggetti, tutti riguardanti la cicogna.

Durante gli ultimi 10 anni Piet De Bakker ha organizzato esposizioni sulla cicogna bianca nell’arte e nella cultura. La prima è stata nella Biblioteca pubblica Centrale de L’Aia (2007), la seconda nella città della cicogna bianca Malpartida de Cáceres nella regione spagnola dell’Extremadura (2009), la terza nella città tedesca di Storkow (2011), la quarta nel Centro Culturale Het Stroomhuis a Neerijnen NL (2013) e l’ultima nel Museo Het Petershuis nella città della cicogna bianca di Gennep in Olanda (2016).

La mostra presenta opere d’arte come quadri ad olio, acqueforti, linotipie, litografie, acquerelli, sculture, disegni, ceramiche, bronzi ed altre tecniche artistiche. C’è inoltre una selezione di libri internazionali, tra cui il più vecchio (1661, in Neolatino) ed il più piccolo (44x66mm), francobolli, monete e banconote relativi alla cicogna bianca, piastrelle, bottigliette e piatti.

La mostra, nella sala esposizioni del palazzo municipale di Fagagna, è aperta dal 22 al 30 aprile tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Ingresso libero.

Progetto imprinting ibis eremita 2017

Oggi è iniziato l’imprinting dei primi baby ibis. Qui le due neo mamme adottive Elisa e Nicole con i due più grandicelli e i 4 più piccolini.

Il giorno della cicogna – la liberazione

Oltre 2500 persone all’Oasi per la liberazione di 12 giovani esemplari di cicogne dalla voliera.

Bimbi e genitori in attesa davanti alla voliera da cui verranno liberate le cicogne.

Romano in procinto di liberare FA005.

Il primo volo in libertà sotto un cielo senza rete. I bimbi hanno scelto i nomi per le cicogne, 8 maschietti e 4 femminucce che sono: Liro, Lucia, Turbo, Principessa, Sole, Nanni, Alex, Sparki, Violetta, Nerina, Sasso e Ulk. Per la pulederina konik nata da pochi giorni è stato estratto il nome Rosa.

picnic al sole sui prati dell’Oasi

Le 12 cicogne liberate sono volate tutte insieme al di là della recinzione dell’Oasi a banchettare in un campo arato unendosi ad altre due già esperte del luogo e della libertà.

E’ nata Rosa, la puledrina

Lieto evento all’Oasi dei Quadris! Durante la notte è nata una nuova puledrina konik! Mamma e figlia stanno bene.
Domenica 12 marzo 2017, durante la festa del “Giorno della Cicogna” i bambini presenti potranno dare il nome anche alla puledrina, oltre che alle cicogne che verranno liberate dalla voliera.

Luca Sardella all’Oasi

Ieri è venuto a trovarci all’Oasi Luca Sardella con la sua troupe per girare alcune riprese ed una piccola intervista. Il servizio sull’Oasi con in suoi abitanti pennuti e non, andrà in onda a gennaio, vi informeremo sulla data.